GLI ULIVI DEL NOSTRO OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
Ulivi secolari
La Puglia è la regione più olivicola di Italia con i suoi 360 mila ettari di oliveto e 60 milioni di alberi di olivo, 5 milioni dei quali sono rappresentati dagli alberi monumentali che devono essere difesi e preservati come monumenti viventi.
Ulivi del Gargano, della Capitanata, della Daunia per produrre un olio di oliva assolutamente raro.
L'olio di oliva del Gargano e l'olio di oliva dauno sono in Puglia, tra gli oli di oliva, oli dalle qualita' speciali.
Albero di ulivo, appena potato, dichiarato di eta' millenaria dall'Universita' di Bari
Daunia.... dal leggendario re " Dauno" venuto dalla Grecia, figlio di Licone di Arcadia. Una storia iniziata nel paleolitico ad opera di civilta' antiche e seguita dalle tante culture che hanno lasciato sul territorio testimonianza della cultura culinaria e dell'arte agraria.
Terra di Daunia, terra di uomini laboriosi, con spirito di sacrificio e attaccati alle tradizioni e al senso profondo della famiglia : terra sacra dove Padre Pio ( oggi San Pio) visse con amore e umilta' lasciando opere di carita' importanti.
La sacralita' dell'albero dell'Ulivo, simbolo emblematico del popolo dauno, si mescola con il folklore e le tradizioni popolari di un territorio ricco di storia e di paesaggi incantevoli a volte misteriosi.
L’ulivo è rispettato ed amato dai pugliesi, che ritraggono le sue forme negli stemmi delle loro città, con i rametti decorano le statue dei santi a cui sono devoti, lo trattano con la grazia ed il riguardo che si deve ad un prezioso amico, ad una persona cara.
Quando c’è il periodo della raccolta, le rudi mani degli operai appollaiati sulle scale sembra che ne accarezzino le fronde, e coi i pettini ne aggiustino i rametti ribelli, così come si farebbe con la capigliatura di un bimbo irrequieto ma che si ama molto.
Nel peregrinare tra spiagge, pianure e colline olivate, boschi e foreste, notevole sara' il gusto di assaporare antichi sapori dai gusti inconfondibili e dagli aromi autentici della dieta mediterranea.
La Capitanata, la provincia di Foggia, l’area settentrionale della regione olivicola più importante del mondo, si coltivano olivi secolari che contraddistinguono l’ambiente incontaminato e particolarmente vocato del Gargano, dell’Appennino dauno e del Tavoliere pugliese, da questi oliveti nasce l’olio extravergine d’oliva di Apolio, il nostro olio prodotto di eccellenza.
La raccolta delle olive, che in Puglia si esegue dall’ottobre in avanti, appena i frutti stanno per arrivare a maturazione, è uno dei momenti più delicati del ciclo di coltivazione dell’ulivo, uno dei momenti più preziosi perchè dalla raccolta dipende sia la qualità del prodotto che la manutenzione e la cura della pianta, per non sottoporla ad eccessivi stress o storpiature della chioma o rovinarne i rami, pregiudicando in questo modo la salute della pianta e la sua produzione negli anni a venire.
Visto che dal metodo di raccolta delle olive dipende la qualità dell’olio sono in molti oggigiorno a richiedere che tale indicazione sia finalmente citata nelle etichette, in fondo si tratta di una informazione di fondamentale importanza per conoscere la qualità del prodotto acquistato.
Attualmente solo gli oli di Denominazione di Origine Protetta (DOP) hanno l’obbligo della raccolta manuale.
La raccolta manuale è quella decisamente migliore per la qualità delle olive raccolte, perchè si può operare al momento della raccolta la scelta delle olive, scartare quelle non buone, e non danneggiarle con urti e scossoni.
Tale raccolta prende il nome di brucatura, e viene eseguita a mano dagli operai preposti alla raccolta che con le dita raccolgono i frutti in un cesto o facendoli cadere nelle reti poste sul terreno intorno all’albero.
Il nostro olio extravergine di oliva e' prodotto esclusivamente con olive il cui metodo di raccolta e' a mano nella regione olivicola della Daunia , la piu' importante nel mondo .
Gianfranco Vissani Chef Internazionale
Un olio extravergine di oliva capace di stuzzicare palati fini e sposarsi con pietanze a cui regala emozioni culinarie non comuni.
Piatti freddi, minestre o insalate, ma anche pancotti e bruschette.
L' olio dop che piace a Vissani Gianfranco Vissani Antonio Villani.
Anche Gianfranco Vissani, re degli chef italiani, partecipando ad una iniziativa promozionale in Capitanata, ha «benedetto» l' olio extravergine di oliva prodotto in questo territorio per le sue qualita' .
Un sigillo importante, accompagnato dalle proprieta' organolettiche di un prodotto sempre piu' apprezzato e salutare.
L' olio della Daunia, tanto buono quanto prezioso.
Capace di stuzzicare palati fini e sposarsi con pietanze a cui regala emozioni culinarie non comuni.
Piatti freddi, minestre o insalate, ma anche pancotti e bruschette.
E' l'olio dop della Daunia, prodotto principe dell'economia agricola locale e super richiesto da buyers di tutto il mondo.
L'area della Daunia e' tra le maggiori produttrici di olio extravergine di oliva, apprezzato ed esportato in altre zone dell'Italia e anche oltre confine.
Un prodotto di qualita' , rinomato e conosciuto sin dall'antichita' , evolutosi col tempo e capace di andare incontro alle esigenze del consumatore.
Un biglietto da visita importante per i produttori locali.
I nostri ulivi che generazioni e generazioni di contadini hanno saputo rendere prodighi dei magnifici piccoli frutti rotondi, un piacere per il palato, la cui lavorazione, la macinatura e la spremitura, produce un olio che giustamente è stato ribattezzato “oro di Puglia”.
L’olio di oliva, ricchezza e fatica delle terre pugliesi, vanto di queste terre ed inimitabile supporto della sana e nutriente dieta mediterranea, che insieme con i legumi, il pane, le verdure fresche ed il vino rappresenta, anche a livello di studi scientifici lo “stato dell’arte” dell’alimentazione umana.
Il nostro olio di oliva viene prodotto con olive di uliveti di tre zone specifiche :
Ulivo Garganico-provenzale
Ulivo del Tavoliere e delle Saline
Ulivo dei Monti della Daunia
Di anno in anno gli olivi destinati alla produzione del nostro olio extravergine sono scelti in base alla maturazione delle olive e al giusto equilibrio fra vegetazione e frutto. Infatti, la raccolta, che viene fatta a mano (brucatura), avviene quando il 20-30% delle olive è ancora verde (il che coincide con il periodo che va da fine Ottobre a fine Novembre), tralasciando gli alberi troppo carichi che darebbero un olio meno pregiato.
Ciascuna zona ha una tipicita' specifica, frutto di un microclima particolare e della tradizionale esperienza di una cultura contadina non scritta, ma ricca e autentica, capace di suscitare emozioni e sensazioni uniche e irraggiungibili.
Tre zone di produzione principali, dove le diverse varieta' di olivo coltivate danno origine ad oli con differenti caratteristiche organolettiche, sapientemente combinate da maestri oleari .
Olive raccolte a mano secondo il tradizionale metodo definito " brucatura"
Ulivo Garganico Provenzale
Prende origine dai lussureggianti oliveti delle colline del'Alto Tavoliere. Le varieta' di olivo coltivate sono la "Peranzana" e, in minima parte, la " Rotondella". La prima conosciuta anche con il nome di " Provenzale" o "Permezana".
L'olio extravergine di oliva che si produce con questo tipo di olive ha caratteristiche organolettiche e merceologiche eccellenti ed e' tra i piu' apprezzati in quanto le origini della sua tipicita' sono insite nella tradizione, nel genotipo della materia prima, e nelle particolarita' dell'ambiente pedoclimatico.
Alberi di olivo Peranzana in agro della Daunia
L'olio di oliva di PERANZANA
Dicono che la Peranzana sia come il Brunello di Montalcino per i vini: il top della gamma.
Profumo fruttato dal sapore dolce con note di carciofo, cui si associa un retrogusto di pomodoro verde e mandorla: e' l'identikit dell'olio dop ricavato dalla «peranzana» e in minima parte dalla «rotondella », altra varieta' coltivata nell'agro della Daunia, con una tipicita' che trova la sua origine nella tradizione, nel genotipo e nelle particolarita' pedo-climatiche del territorio.
La coltivazione della «Peranzana», conosciuta anche con il nome di «provenzale » o «permezana», fu introdotta dai principi De Sangro, feudatari della zona e discendenti dei duchi di Borgogna, regione della Francia centrale.
Una pianta che ha trovato il suo clima ideale in quest'angolo di Capitanata «partorendo» un olivo capace di trasformarsi in olio unico dalle richiestissime proprieta' organolettiche.
Anche la forma classica di allevamento rispecchia la tradizione locale.
Olive di peranzana
Si chiama infatti «vaso sanseverese», la pianta a forma di cono rovesciato con due o tre branche quasi orizzontali.
Una soluzione maturata di generazione in generazione di potatori locali e poi adottata anche nei centri limitrofi.
Olio di oliva , e non solo. La «peranzana» si presta anche a un uso da tavola, con la concia di olive nere e verdi in salamoia o conservate sott'olio e aceto.
Caratteristiche che, con il passare del tempo, hanno permesso all'olio di oliva dauno di ottenere dall'Unione europea la Denominazione di origine protetta.
Era il 1998 quando i produttori locali hanno iniziato a fregiarsi di questo importante riconoscimento.
Ora le produzioni di olio «dop dauno» sono sempre piu' intense.
Adesso i produttori locali hanno incominciato ad imbottigliare quantita' sempre piu' importanti di olio di oliva a base di «peranzana», un' oliva che si ' e dimostrata di qualita' superiore alla media con un' acidita' bassa e il tipico gusto piccante che rende quest' olio di oliva unico nel suo genere ed apprezzabile anche da solo, su un pezzo di pane «pugliese», o su una bruschetta, fatta all' interno del «trappeto» durante il periodo della molitura usando olio nuovo.
Le sue caratteristiche sensoriali risultano molto ricercate grazie al profumo fruttato, al sapore dolce note di carciofo, cui si associa un retrogusto di pomodoro verde e mandorla che lo rendono inconfondibile.
Si osserva come anche nel promontorio del Gargano, l'olivo caratterizza gran parte del suo territorio; gli oliveti sono inconfondibili in quanto la maestosita' monumentale delle piante, spesso arroccate sulle pendici dei versanti terrazzati, offre al visitatore uno spettacolo unico e inconfondibile.
Le aree collinari del Promontorio sono ricoperte per massima parte da impianti olivicoli secolari con sesti irregolari, secondo un sistema promiscuo, spesso innestando olivastri selvatici, come dimostrano i tronchi contorti che conferiscono un portamento irregolare.
Sui tronchi sovrasta una chioma a forma di cilindri cavi che in alcune aree raggiungono altezze superiori ai 10 metri e, nonostante la scarsa disponibilita' idrica del territorio, appaiono con un rigoglio vegetativo davvero sorprendente.
Grazie all'elevata vocazione agroambientale dell'area quasi tutta la produzione olivicola garganica e' ottenuta adottando i metodi dell'agricoltura biologica.
Ulivo del tavoliere e delle saline
L'olivicoltura e' sicuramente tra i comparti produttivi piu' importanti dell'economia del Basso Tavoliere .
A caratterizzare questo angolo della Daunia Meridionale sono innumerevoli e interminabili gli uliveti della nota varieta' Coratina o Racioppa di Corato che, circondati dai caratteristici muretti a secco, rendono il paesaggio agrario unico e tale da esercitare un notevole impatto su quanti amano il turismo rurale.
Nelle pianure del Sud del Tavoliere, l'olivicoltura assume i connotati della coltura specializzata, con impianti a sesto regolare, allevati secondo le classiche forme a vaso barese con piante di media vigoria, che presentano branche assurgenti e rami fruttiferi sottili.
Anche in questa zona il metodo di raccolta e' quello diretto dell'albero, al fine di preservare l'integrita' e la sanita' delle drupe.
Dalla lavorazione delle olive si produce un ricercato olio extravergine di Coratina.
L'olio di colore verdognolo, presenta un profumo decis di olivo, sapore di fruttato con note di amaro e di piccante e un tipico retrogusto di carciofo che, con il passare del tempo, gli conferisce livelli qualitativi ancora piu' elevati.
Il frutto, specie nelle annate di minore produzione, viene, inoltre, destinato alla preparazione di olive verdi in salamoia.
Ulivo dei Monti della Daunia
Anche nell'area dei Monti della Daunia l'olivicoltura costituisce un elemento caratterzzante del territorio. L'estensione del preAppennino comporta una variabilita' delle cultivar in funzione delle condizioni pedoclimatiche.
La coltura e' rappresentata sia da oliveti tradizionali, a sesto irregolare, innestati in passato con olivo selvatico, sia da impianti specializzati a sesto regolare della classica varieta' Coratina , Rotondella e Ogliarola.
E' noto come l'olivicoltura costituisca, per il pre-Appennino, anche un notevole strumento per la salvaguardia e la protezione del paesaggio rurale.
La forma di allevamento classica delle piante e' il "vaso" regolare a forma di cono rovesciato con due o tre branche principali.
Le cure colturali sono accurate mentre la raccolta, unicamente a mano, avviene per le brucatura o pettinatura direttamente sugli alberi.
Le caratteristiche sensoriali dell'olio sono molto apprezzate grazie al profumo fruttato, al sapore dolce, a cui si associa un leggero retrogusto di amaro e piccante, tale da renderlo adattabile a tutte le pietanze piu' gustose della dieta mediterranea.
La filiera della produzione olearia a cui facciamo riferimento e' caratterizzata da una struttura alquanto semplice e lineare, risultante da un'unione diretta tra la coltura dell'olivo e l'attivita' di trasformazione.
L'idea centrale sulla quale si basa la nostra produzione di olio extra vergine di oliva prevede la promozione di una produzione di qualita' che definiamo, in senso lato, etica , perche' rispettosa delle tradizioni, dei consumatori, dei lavoratori e dell'ambiente.
E' stato per noi fondamentale trasferire nella nostra disciplina di produzione questi valori e questi significati nel rispetto da una parte della tipicita' gastronomica e le tradizioni culinarie e, dall'altra, di offrire una garanzia di assoluto rispetto della genuinita' del prodotto.